CHI SONO I MONTEFIORI COCKTAIL
La storia dei Montefiori Cocktail parte da molto prima che essi stessi esistessero... Con l'aiuto della Sig.na Benedetta Cucci vi diamo un riassunto della nostra storia
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 | Quando apparsero sulla scena discografica nel 1997, parole come easy listening o exotica tornarono prepotentemente di moda. Non si sentivano più nominare da decenni, da quando nella metà del ventesimo secolo avevano segnato il mondo della musica come evoluzione dello swing e della musica big band. Poi nell’estate 1997 irrompono sulla scena discografica italiana, e poco dopo su quella europea, due gemelli romagnoli, di Forlì. Si chiamano Montefiori Cocktail e debuttano per Irma Records con “Raccolta No. 1”. La copertina, dal design molto retrò, mostra un giovane musicista che affonda il sax in un secchiello del ghiaccio: è il loro papà, Germano Montefiori, un pezzo di storia della musica delle orchestre
italiane. Un vero mattatore che ha lasciato un segno profondo in tutti
gli scenari che ha solcato: dal grand hotel pista d’atterraggio per
very important people alle balere, dai night club ai dancing. E il
cerchio si chiude: la biografia dei Montefiori Cocktail, Francesco
(detto Checco), tastierista e Federico (detto Chicco), sassofonista,
inizia proprio da quella foto, figlia del miglior cocktail che il
celebre padre si sia mai visto servire. In una notte certamente
memorabile. Complice la moglie Edy. Le radici di questo duo unico
nel suo genere, perché propone musica sostanzialmente retrò realizzata
però con strumenti elettronici, a parte tutto ciò che non sia flauto o
sax, affondano già nelle musiche di papà Germano.
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 | Montefiori senior, come i due junior (che lo invitano come special
guest in tutti i loro dischi e nei live), è sempre stato un mago dello
shaker. Ha sempre avuto un gusto tutto italiano per sonorità e
arrangiamenti dei brani in voga all’epoca, anni Cinquanta e Sessanta,
ma si è continuamente fatto contaminare da ciò che arrivava dall’altra
parte dell’oceano…il jazz … lo swing. Amore per la citazione fuori
contesto che produce una nuova cifra stilistica, per i contrasti che
generano sorprendenti intuizioni, gli equivoci sonori che aprono sempre
nuovi dialoghi melodici: queste sono le corde sfiorate ripetutamente
dai Montefiori Cocktail che traducono nel proprio repertorio, già dal
disco di debutto, la storica “denominazione” easy listening in un più
contemporaneo termine come “lounge music”, letteralmente la musica da
salotto. Quella che, come scrive Checco Montefiori, tutti hanno sentito
ma nessuno saprebbe poi dire cos’è. E quindi porta al suo pubblico un
esempio per non rimanere più esclusi dal rito: “La gente si chiede
cos’è la lounge music- dice- senza sapere che l’ha sempre ascoltata o
l’hanno ascoltata di sicuro i genitori. Un’esempio: chi non ha mai
sentito le canzoni della Mina che fece negli anni 60 e nei primi anni
70? Le canzoni della Vanoni, di Fred Buongusto, di Tenco, di Gino
Paoli, le colonne sonore dei film italiani di quegli anni …Armando
Trovaioli , Ennio Morricone, Piero Piccioni, Piero Umiliani….”.
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 Germano Montefiori Orchestra - 1968 | Montefiori Cocktail pensano orchestrale e suonano elettronico,
conoscono bene lo spirito di quei tempi d’oro celebrati da Germano che
nei loro concerti e nelle composizioni li fa spesso percepire come
“realmente d’annata” eppure si sono rivelati uno dei progetti musicali
italiani e non, più concettuali di tutti i tempi. Con una filosofia
sonora estrema e s-travolgente tesa a sottolineare l’”atemporalirà”
della musica intesa come enorme magma sonoro dove la house va a
braccetto con la bossa, la tecno con la salsa, il downtempo con il
tango, la breakbeat con la colonna sonora, lo spot televisivo diventa
un culto swing. E nello stesso disco convivono il Bolero di Ravel
accanto a “Gipsy Woman” di Crystal Waters, “Un uomo e una donna” dal
film di Lelouche con il tema di “Star Trek” (Raccolta n.1) o ancora
quello di “Star Wars” con “Anonimo Veneziano” o “Sunny” con “I feel
love” (Raccolta n.2). La carriera dei Montefiori Cocktail è stata una
continua ricerca nel mondo della rilettura musicale per dimostrare
appunto che non esiste musica datata o innovativa, tutto può viaggiare
nel tempo e altri due album come “Montefiori Appetizer” volume 1 e 2
(Emi) con super hit coverizzate come “Love generation” di Sinclair,
“Hang Up” di Madonna rifatta in paso doble,“Rewind” di Vasco Rossi,
“Crazy” di Gnarls Barkley o “Deja Vu” di Beyonce, ne fanno dei veri
maestri della metamorfosi ma sicuramente anche del remix.
|  Germano and Paolo Zavallone 5et - 1961 |
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 | Montefiori Cocktail, con una formazione musicale classica, le
esperienze discografiche dance e la conoscenza musicale acquisita,
possono fare davvero tutto. E così ecco che arriva il passo del
gambero: mentre tutto il mondo discografico va avanti a suon di
computer, suoni sintetici, strumenti sempre più sofisticati, concerti
massimalisti dove la musica è…solo una colonna sonora…Montefiori
Cocktail danno forfait ai suoni programmati, alla formazione “gemelli
solitari”, alla rilettura della musica altrui. Mettono su
un’orchestrina di quattro elementi (Marco Battistini al basso,
Francesco Montefiori tastiere, Luciano Vincenzi, batteria e Federico
Montefiori: sax, flauto e voce), iniziano a scrivere pezzi originali,
tutto è suonato, tutto è sotto il loro controllo. E arriva “4
Orchestra” (Emi), l’ultimo album con 12 pezzi e molti contributi vocali
e lirici di Rosalia de Souza, Lorraine Bowen, Cristina Camillo e Sheli
Andrew, in arte Miss Amber Topaz, stella del burlesque made in England.
E di Yanez, l’unica voce maschile, di sangue bolognese ma cresciuto in
Brasile. Bossa sambata, melodie soft core e anni sessanta, l’onda
suadente, intrigante e pruriginosa continua ad avvolgere le
composizioni dei Montefiori che ormai hanno viaggiato in tutto il
mondo. Dalla Tailandia alla Russia (qui ormai degli habitué tra club e
feste private), dalla Germania a New York (prima del loro
crollo....suonarono anche nel lounge bar all’ultimo piano delle Twin
Towers e nella grande mela girarono il video “Crazy Beat” diretto da
Claudio Sinatti), stringendo patti d’amicizia con altri musicisti in
sintonia con loro: Pizzicato Five, Karminsky Experience, Ursula 1000,
Fantastic Plastic Machine e tanti altri. Ultima, ma entusiasmante, tra
le esperienze Montefiori: il video…con una buona dose di fai da te.
Questa filosofia punk, da sempre abbracciata dai gemelli, li ha portati
infatti sulla strada del clip “do it yourself”. Così tutto il nuovo
album avrà presto un corrispettivo visuale per la regia e il montaggio
di Checco, che rimane sempre l’alchimista elettronico del duo. La prima
prova è per “Purrfect Tease” cantato e interpretato dalla signorina
Amber.
Benedetta Cucci | 
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